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Prototipazione del sito web. Perché fare il prototipo di un sito ecommerce?

Prototipazione del sito web. Perché fare il prototipo di un sito ecommerce?

Prima di entrare nel vivo dell’argomento su cosa è il prototipo di un sito e-commerce e su quali sono le ragioni per cui è importante farlo, diremo che l’interfaccia utente non è solo “l’abito carino” nel design di un ecommerce e che la progettazione dell’interfaccia utente senza architettura UX non funziona, così come non funziona l’architettura UX senza progettazione dell’interfaccia utente. UX e UI sono due aspetti diversi nello stesso processo e sono finalizzati a ottenere un ottimo design e un flusso funzionale. Per questo anche UX specialist e UI designer non sono due figure professionali distanti e scollegate tra loro all’interno di un’agenzia di web design o comunicazione. Nel design di siti internet tutte le competenze devono stratificarsi e cooperare in sinergia, per un risultato coerente tra branding, web design, customer experience e tutto ciò che è emanazione del brand.

Cosa fa uno “UX designer”?

Lo UX designer progetta siti web e ecommerce creandone la struttura digitale e basando il suo lavoro sulle esperienze e sulle percezioni che gli utenti vivranno utilizzando quel prodotto (per questo si chiama user experience) e facendo in modo che sia la migliore possibile. Si tratta di un professionista che progetta sulla base dei bisogni degli utenti e integra tutti gli aspetti dell’interazione dell’utente finale con l’azienda.

Le risposte e le percezioni che risultano dall’utilizzo di un prodotto, sistema o servizio costituiscono l’esperienza utente. Con questa considerazione come premessa possiamo affermare che lo UXD (user experience design) ha il compito di progettare siti web, app o e-commerce che forniscano una esperienza centrata sulla comprensione e sulla usabilità di un sito web, rispondendo ai bisogni dell’utente nell’ottica del problem solving.

Cosa fa uno “UI designer”?

Mentre lo UX designer si occupa dello scheletro e dei wireframe lo UI (User Interface) designer progetta “l’abito”: il primo studia la struttura, l’altro la veste grafica. Nel dettaglio ha il compito di costruire un linguaggio grafico coerente con il target di riferimento ottimizzando sia gli obiettivi di business che le necessità del brand bilanciandole in una gerarchia visiva efficace.

Lo UI designer o Digital art director, che è quello che troverete nell’agenzia di comunicazione Tiramisù, è la “versione digital” dell’art director tradizionale che si occupa sia di comunicazione per campagne online sia di progettazione nel ruolo di UX/UI designer, anche detto digital product designer o UX architect, oppure ancora UX specialist a seconda della definizione interna all’agenzia.

Grafica e web design operano in sinergia nel design di ecommerce e siti internet, per offrire un’esperienza fluida e immersiva agli utenti.

Possiamo riassumere quindi dicendo che l’UX designer corrisponde alla figura di un web designer, che si occupa della struttura e della costruzione di layout del website. Ha quindi competenze di web design e di grafica. Per quanto riguarda invece l’UI designer, troviamo una figura professionale che si occupa principalmente della progettazione grafica del sito web, con l’obiettivo di renderla funzionale per l’utente.

Il “fenomeno” UX, un trend in aumento.

La UX nasce con l’intenzione di accorpare molte discipline: usability, Information Architecture, interaction design, cognitive psychology, User-Centered Design, Human-Computer Interaction, user research, visual design, accessibility, project management e molto altro. Ma al di là di tutte queste specifiche, il suo maggiore merito è quello di proporre un fine comune: favorire l’esperienza degli utenti. Per una migliore user experience infatti occorre un prodotto usabile (usability), con i contenuti organizzati bene (Information Architecture) e funzionalità che rispondano ai bisogni degli utenti (user research).

La grande diffusione della UX può portare a pensare che si stia parlando di una scienza esatta in gran parte dovuta alla sua promessa di soluzioni verificabili: studio degli gli utenti, progettazione tramite un prototipo basato sulla base dei bisogni dell’utente, verifica dell’esperienza di navigazione del prototipo e modifiche delle criticità; in realtà non è una scienza ma si pone l’obiettivo di raccogliere attraverso la simulazione una serie di dati per migliorare progressivamente le criticità e ridurre gli errori al minimo in fase di sviluppo.

Cosa significa fare progettazione?

Il valore di un buon progetto consiste nella buona progettazione. Questo è un approccio mentale che si acquisisce con tecnica, esperienza e pratica. Quello che comunemente viene definito “design” è la parola che meglio racchiude il corrispettivo di progetto: una visione onnicomprensiva fatta di utenti, committenti e media presenti in ogni settore merceologico. Per questa ragione la buona progettazione è un concetto che vale dai progetti architettonici al design industriale fino all’ambito digitale pubblicitario o editoriale.

Proprio in ragione di queste premesse quando ha cominciato a essere di moda parlare di user experience e del suo approccio legato a bisogni e aspettative degli utenti, noi di Tiramisù ci siamo trovati subito in linea con il trend, in quanto da anni applichiamo la filosofia dello User Centered Design, cioè di porre l’utente finale al centro del progetto. Un buon direttore creativo e progettista si pone le seguenti domande:

Per chi sto progettando, dove verrà utilizzato il risultato del mio lavoro, quali bisogni devo soddisfare, quali sono bisogni dei committenti?

Con le risposte a queste domande si potrà progettare una sedia, un packaging, un sito per un evento o un e-commerce per qualsiasi settore merceologico.

Il processo UX completo e la crescita del profitto aziendale

Il processo che porta al prototipo è formato da molte fasi: parte dagli obiettivi di business, passa per la doverosa analisi dei competitor, prosegue verso il tipo di problema che risolviamo (se esiste), e ovviamente comprende quale è il nostro target quindi la definizione della “user personas”. In questa prima fase già ci confrontiamo attivamente con il cliente mediante low fidelity prototype, ovvero la rappresentazione cartacea di wireframe che ci permette di raccogliere già i primi spunti di riflessione, essenziali per il nostro lavoro. Poi passiamo alla fase operativa: come studiare le dinamiche di interazione degli utenti (il famoso customer journey) che è il viaggio che l’utente compie nel nostro prodotto in analisi.

Trasversalmente disegniamo l’architettura dell’informazione e quindi l’alberatura del prodotto e solo a quel punto passiamo al wireframing, il disegno delle schermate senza la grafica detto low-fidelity prototype (spesso schizzate a mano da condividere con il cliente) per passare successivamente al mid-fidelity e al test di usabilità. La parte di vestizione grafica dell’interfaccia, il cosiddetto mock-up (high-fidelity-prototype) completa la comunicazione lato utente permettendo di passare al test finale. Il mockup per i siti web è fondamentale per poter condividere lo svolgimento della progettazione con il cliente, per capire insieme a lui le modifiche necessarie prima di lavorare in rete: questo ci permette di essere più snelli e veloci nei cambiamenti e di sviluppare online una versione pressoché definitiva.

Adesso, direte voi, siamo alla fine? No, adesso inizia il processo interattivo detto “build-measure-learn” (costruisci-misura-impara) per cui trovata e testata una soluzione si procede sulla base dei feedback fino a raggiungere il risultato più vicino all’eccellenza.

Se traduciamo tutto questo in benefit per il cliente possiamo dire che: più utenti soddisfatti significa più risultati concreti, ridurre la possibilità di errore crea una conseguente crescita di profitto.

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